Descrizione Itinerario

 

L'itinerario si sviluppa per una lunghezza di km. 37 da Trapani a Marsala attraverso le frazioni di Nubia, Salina Grande, Marausa e Mozia e si snoda prevalentemente in territorio extraurbano. Considerate le caratteristiche particolari dei luoghi attraversati sia dal punto di vista ambientale sia paesaggistico, poiché attraversa per lunghi tratti le Riserve Naturali Orientate “Saline di Trapani e Paceco” e “Isole dello Stagnone di Marsala”, e dato lo specifico compito che è destinato a svolgere di itinerario prevalentemente turistico e ricreativo si è scelto di progettare la pista ciclabile come un percorso autonomo, anche se vicino o parallelo alla strada provinciale.

Per la parte del percorso lungo la “S.P. 21” Provinciale Trapani – Marsala, strada ad alta intensità di traffico, si sono così potute rispettare le prescrizioni stabilite dal Decreto 30 novembre 1999, n° 577 “Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili” che al Capo II “Principali standards progettuali per le piste ciclabili” contempla all'art. 6 “Definizione, tipologia e localizzazione” comma 6 b) che le piste ciclabili sulle strade extraurbane secondarie devono essere realizzate in sede propria. Questa tipologia prevede come definito al comma 2 a) del medesimo articolo che la sede della pista ciclabile sia fisicamente separata da quella relativa ai veicoli a motore attraverso idonei spartitraffico longitudinali fisicamente invalicabili.

Per gli altri tratti dell'itinerario realizzati sulle strade urbane di quartiere e sulle strade locali extraurbane le piste ciclabili, per come stabilito al comma 6. c) sempre del predetto articolo del regolamento le piste ciclabili possono essere realizzate oltre che in sede propria, anche su corsie riservate ricavate, come previsto dal comma 2. b) e c) sempre del predetto articolo, dalla carreggiata stradale o dal marciapiede. Per le altre parti dell'itinerario, per come stabilito dal regolamento al Capo I “Linee guida per la progettazione degli itinerari ciclabili” art. 4 “Ulteriori elementi per la progettazione” comma 6. i percorsi ciclabili su carreggiata stradale in promiscuo con i veicoli a motore sono ammessi per dare continuità alla rete di itinerari prevista, nelle situazioni in cui non sia possibile, per motivazioni economiche o di insufficienza degli spazi stradali, realizzare piste ciclabili. Per i suddetti percorsi è necessario intervenire, come previsto sempre dal regolamento, con idonei provvedimenti che comunque puntino alla riduzione dell’elemento di maggiore pericolosità, rappresentato dal differenziale di velocità tra le due componenti di traffico, costituite dai velocipedi (biciclette) e dai veicoli a motore. Tale intervento è inoltre supportato dagli scarsissimi flussi di traffico motorizzato presenti su queste strade.

L'itinerario ha inizio a Trapani sulla provinciale S.P. 21 all'altezza dell'intersezione con la via “I Dorsale Z.I.R” in corrispondenza del “67° Deposito Territoriale Trapani” dell’Aeronautica Militare e correndo lateralmente la provinciale 21 (itinerario del sale), e con un tracciato in sede propria realizzato in terra stabilizzata, attraversa la “Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco” con il loro suggestivo panorama. In corrispondenza del “Mulino Maria Stella”, centro visite della riserva, è prevista un'area di sosta dotata di panchine, rastrelliere e fontanella. Per la scelta di questa area si è stati costretti per mancanza di spazi a collocarla nei pressi del Mulino e quindi dal lato opposto alla sede della pista; si è provveduto pertanto a dotare l'intersezione di un impianto semaforico a chiamata e di apposita segnaletica di avvertimento della presenza di un attraversamento semaforico ciclopedonale. Dopo la salina “Maria Stella”, oltrepassato il canale Baiata con una passerella ciclopedonale e con un tracciato sempre in sede propria in terra stabilizzata, parallelo prima alla provinciale e poi alla via Garibaldi (fraz. Nubia), ma discostato di alcuni metri da queste sedi viarie, si innesta nella via Verdi (fraz. Nubia). Da questo punto proseguendo con un percorso promiscuo ciclabile e veicolare sulla esistente carreggiata, scelta obbligata a causa della posizione e delle caratteristiche geometriche della sede stradale, ma possibile e giustificabile anche economicamente per la presenza di uno scarso traffico motorizzato nell'arteria, si dirige verso il Museo del Sale dove è previsto un luogo di sosta attrezzato con panchine, rastrelliere e fontanella. Il collegamento fra il Museo del Sale e la Torre Nubia è realizzato con un sentiero ciclopedonale in sede propria in terra stabilizzata. Da qui il tracciato prosegue inizialmente lungo la costa con un percorso promiscuo ciclabile e veicolare da ristrutturare in terra stabilizzata, e poi sulla esistente carreggiata stradale asfaltata fino alla via Garibaldi. Costeggiando la salina “Anselmo” e poi la salina “Salinella” con un viottolo interpoderale, da ristrutturare in terra stabilizzata, si innesta nella via Salinella in corrispondenza dell’intersezione con via Dante. Da qui prosegue lungo la via Salinella, in sede propria a doppio senso di marcia ricavata dalla banchina e separata dalla sede stradale con un cordolo in calcestruzzo ad imitazione della calcarenite, fino all’industria marmifera. Senza sorpassare questa attraversa il canale Verderame con una passerella ciclopedonale e costeggiando l’ippodromo con un percorso in sede propria in terra stabilizzata, si innesta nella via Isolotto, strada asfaltata che fiancheggia la “Salina Grande”, diramandosi poi verso il mare e verso la frazione Solfarello, lungo via Solfarello fino all’intersezione con via Salina Grande. Prosegue per Marausa con un tracciato promiscuo ciclabile e veicolare in terra stabilizzata, in parte già esistente ma da ristrutturare ed in parte ex novo, parallelamente al tracciato ferroviario, sovrappassando il torrente Misiliscemi con una passerella ciclopedonale. Non è stato possibile utilizzare il vecchio ponte ferroviario abbandonato del quale è programmata la demolizione a causa della luce inferiore a quella contemplata per le caratteristiche idrologiche del torrente. In corrispondenza dell'ex casello ferroviario, alla progressiva ferroviaria 177+854, è prevista un'area di sosta con panchine, rastrelliere e fontanella. Il casello offre la possibilità di realizzare, con apposita convenzione, un punto di ristoro con noleggio bici in gestione. Da qui, sfruttando la sezione stradale della via Torre di Mezzo con la realizzazione di una pista ciclabile monodirezionale ambo i lati su corsia riservata in carreggiata, ottenuta dalla sistemazione delle banchine, raggiunge la Torre. Prosegue poi fino alla salina “S:Francesco” con un percorso promiscuo ciclabile e veicolare ottenuto ristrutturando in terra stabilizzata la stradella esistente lungo la costa. Dalla Torre di Mezzo continua verso l'aeroporto militare 37° Stormo di Birgi utilizzando prima la strada Torre Marausa con una pista ciclabile monodirezionale ambo i lati su corsia riservata in carreggiata ottenuta da una sistemazione delle banchine e poi un sentiero rurale da ristrutturare sempre in terra stabilizzata che confluisce al piazzale antistante l'ingresso dell'aeroporto militare.

Oltrepassato il piazzale la pista ciclabile prosegue con un percorso in sede propria in terra stabilizzata parallelamente alla S.P. 21 prima a destra e sottopassando la provinciale poi a sinistra. In prossimità della curva nei pressi della rotonda dello scorrimento veloce per Marsala e per l'aeroporto civile “Vincenzo Florio” si discosta dalla provinciale e attraverso una stradella rurale, da ristrutturare in terra stabilizzata, raggiunge l'argine del fiume Chinisia per sovrappassarlo con una passerella vicina al nuovo ponte. Prosegue parallelamente il fiume Chinisia, con un’opportuna sistemazione in terra battuta del sentiero esistente lungo l'argine sinistro (lato Birgi Novo) fino alle “Saline S. Teodoro” e alla Torre S. Teodoro utilizzando la strada asfaltata con la realizzazione di una pista ciclabile monodirezionale ambo i lati su corsia riservata in carreggiata ottenuta da una sistemazione delle banchine. Costeggia poi le “Saline S. Teodoro” lungo la S.P. 1 che porta a Birgi Vecchio, sempre con un percorso monodirezionale ambo i lati su corsia riservata in carreggiata ottenuta da una sistemazione delle banchine e lasciata questa, seguendo un sentiero lungo la costa, da ristrutturare in terra stabilizzata, raggiunge la sommersa strada Romana che un tempo collegava l’isola di Mozia (loc. Maltese). Da qui procedendo lungo la litoranea con un pista da realizzare, a seconda dell'ampiezza della sede stradale e della presenza o meno di una banchina, o in sede propria in terra stabilizzata o su corsia riservata ricavata dalla carreggiata stradale od ancora con un percorso promiscuo ciclabile e veicolare sulla esistente carreggiata giunge all’imbarcadero per Mozia e, costeggiando le Saline Ettore Infersa, si spinge fino Villa Genna. Nel tratto compreso fra punta Palermo e Villa Genna è prevista l'eliminazione e la sostituzione dei blocchi in calcestruzzo grezzi a delimitazione della banchina con un cordolo in calcestruzzo vibrocompresso realizzato con graniglia di marmo e coloranti, in modo da dare al prodotto finito l'aspetto di un cordolo in calcarenite.