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Ad un miglio arabico e mezzo da
Calatubo
si trova Alcamo così descritta dal geografo e
storico Edrisi nel Libro di Ruggero per ordine del re normanno.Il nome del paese d’etimologia incerta secondo diversi studiosi potrebbe derivare da “alquam”,
terra fangosa,secondo altri da “Manzil Alqamah”, (Alqamah nome
velenosissimo, Manzil – casale
stazione).

Fondata dagli Arabi nel 972 circa,
con la colonizzazione normanna, in seguito ad una serie di rivolte saracene , la
popolazione araba viene deportata da Alcamo per ordine dell’imperatore
Federico II di Svevia (1230 - 1250) e il casale gradualmente cristianizzato.
In questo periodo emerge Ciullo
d’Alcamo, autore di “Rosa fresca aulentissima” canzone in 32
strofe primordiale documento della nascente letteratura italiana.
Nel periodo aragonese
riveste un’importante ruolo di caricatore, con la costruzione del Castello dei
Conti
di Modica
, si ha l’abolizione
dei privilegi baronali. Dimora spagnola, intorno al 1500 l’impianto urbano
viene cinto da mura difensive e le vie d’accesso da quattro porte.
Centro
agricolo e industriale, Alcamo terra natale di illustri poeti e letterati, oggi
è nota per la produzione vinicola del suo
“bianco di Alcamo”
offrendo a chi decide di visitarla numerosi
itinerari, da quelli artistici monumentali nel centro storico a quelli
naturalistici per i sentieri del
Bosco d’Alcamo e per l’arenile dalla sabbia finissima di Alcamo Marina.
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